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Aggressività e karate: quale rapporto?

Prima di parlare del rapporto che c'è tra una disciplina così tanto antica e un'espressione emotiva che, se non controllata, arriva a definirsi prevaricazione, vorrei provare a chiarire il concetto di aggressività.

E' importante capire che l'aggressività è uno dei tanti modi che l'uomo ha di esprimere ciò che sente dentro di sé e solo attraverso una buona educazione può imparare a controllare. Cosa significa buona educazione? Per quanto riguarda la crescita emotiva e psicologica del bambino, i primi modelli educativi sono i suoi genitori. Il bambino impara ciò che i genitori insegnano ed impara soprattutto osservandoli nel loro modo di essere quotidiano. Il genitore, per educare correttamente il suo bambino, può spiegare che non è sbagliato sentire l'aggressività che nasce all'interno della sua sfera emotiva, ma che il bambino deve imparare a controllarla. Il controllo dell'aggressività permetterà al bambino di incanalarla in un'espressione emotiva che porta verso gli altri e non contro gli altri. Il controllo dell'aggressività passa attraverso il controllo dell'impulso in preda al quale il bambino si trova. Il riconoscimento delle proprie emozioni e l'accettazione delle stesse è un passaggio importante nella maturazione psico-affettiva, e i genitori danno, a riguardo, un contributo fondamentale attraverso l'insegnamento del rispetto delle regole e del rispetto altrui. E' chiaro quindi che l'impegno dell'adulto verso i bambini, sia esso genitore o educatore, è quello di aiutarli a crescere in un contesto positivo e assertivo, e non in un contesto aggressivo.

A questo punto il rapporto che c'è tra aggressività e karate è chiaro! Mi piace pensare che il Maestro di questa disciplina sia un educatore per il bambino che si trova di fronte e che il suo potere sia proprio questo! Non è più bravo il Maestro che è forte, che mette tutti al tappeto o che vince tante coppe, ma il Maestro che attraverso la sua stessa passione per tale disciplina insegna al bambino che esistono regole di comportamento per arrivare alla sua "coppa". E' importante che il Maestro accetti il bambino nelle sue qualità e impari ad apprezzarlo per queste, altrimenti il bambino può pensare che se diventa più aggressivo e quindi più forte potrà avere maggiore attenzione dal suo Maestro. Ognuno di noi ha la sua "coppa", sia essa reale o simbolica. E' importante che il Maestro faccia capire al bambino che la "coppa" può rappresentare l'impegno per il superamento di alcune sue paure e attraverso un cammino di insegnamento costante e continuo potrà porsi come modello al controllo dell'aggressività.

Tutto quello che il karate rappresenta sta proprio nella sua definizione: disciplina. La disciplina necessita di regole, controllo, rispetto, allenamento, fatica e tanta tanta passione. Il Maestro ha nelle sue mani un potere che non è rappresentato dalla forza, ma dall'insegnamento di una disciplina che aiuterà tanti bambini a diventare uomini e a portare dentro di sé, nei ricordi più intimi, quella figura che ha dato loro un insegnamento per la vita.

Dott.ssa Serena Saviane, psicologa e psicoterapeuta