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Trofeo Columbus - Cile

pubblicato 7 mag 2014, 04:54 da Segreteria TSKS   [ aggiornato in data 7 mag 2014, 05:01 ]
Si è conclusa la trasferta in Cile della nazionale JKA di karate; su dieci componenti della rappresentativa sei membri sono allievi del Maestro Bacchilega e atleti del TSKS Belluno.
La trasferta ha previsto tre giorni d'allenamento con i componenti della squadra sudamericana e i Maestri dei principali stati del Sud America, sotto la guida dei maestri giapponesi Takeshi Naito (allenatore della squadra Italiana nonché direttore tecnico della JKA Italia) e il Maestro Mitsuo Inouwe (allenatore della nazionale sudamericana e direttore tecnico della JKA Sud America) seguiti poi da una competizione amichevole tra le due nazionali. 


Chiediamo a Marco Bacchilega di raccontarci come è andata.

"Innanzi tutto devo fare una premessa: è la prima volta che 6 membri del TSKS vengono convocati per una gara internazionale transoceanica e credo che nella storia non sia mai successo che tre fratelli vengano convocati per far parte della stessa squadra. Oltre a me, Mattia e Massimo c'erano Alessandro Cesco Bolla, Sinisa Brocilovic e Giulia Da Prà poi Stefano De Bartolomeo (Milano) Luca Sericano (Pavia) e Noemi Dalla Rosa (Como).
Siamo partiti mercoledì e dopo un volo di 16 ore siamo arrivati il giovedì a Santiago; siamo stati accolti dal CT della nazionale Cilena, il quale, dopo averci accompagnato a pranzo, ci ha fatto visitare la città cercando di metterci il più possibile a nostro agio; il secondo giorno abbiamo iniziato gli allenamenti con i ragazzi della rappresentativa e molti praticanti venuti da tutto il Sud America per potersi allenare con noi e ancor più con i Maestri Naito e Inouwe. Siamo stati accolti benissimo, tutti ci hanno voluto da subito bene e hanno fatto il massimo per farci sentire a nostro agio.
È stato bello allenarsi con i ragazzi sudamericani e fin dal primo giorno ognuno di noi ha dato il massimo in ogni attimo dell'allenamento per fare onore alla propria Nazione e rispettare i propri compagni.
Poi, domenica, finalmente la gara! Ci siamo preparati molto per questa competizione ed ero convinto che tutti i miei, i nostri, sacrifici ci avrebbero portato alla vittoria. Ma purtroppo in gara molti sono i fattori in gioco e non sempre il più forte vince. In Cile non è andata come credevamo, non ci sono stati gli allori che auspicavo ma c'è stata tanta umanità, tanto cuore e tanta passione.
Mi ci è voluto un giorno per elaborare questa sensazione. Ho condiviso ancora una volta con i miei compagni di squadra un sogno, una battaglia, una passione e sono orgoglioso di come ognuno di noi si è comportato, anche se il risultato finale non è stato quello in cui speravamo. Ma oggi so che sulla strada per il mondiale di Tokyo 2014 ci sono ancora dei particolari su cui lavorare, per cui questa esperienza è stata importante non solo dal punto di vista umano, ma anche dal punto di vista tecnico.
Ora devo assolutamente ringraziare la mia mamma che ha il cuore più grande di tutti, mio padre che anche a 1200 km di distanza ci ha fatto sentire la sua presenza, il Maestro Naito che sa cogliere le sfumature e ci permette di migliorare, il mio capitano, i miei fratelli Mattia e Massimo, Alessandro, Sinisa e Giulia che mi fanno pulsare il sangue nelle vene! Io per voi darei tutto. Grazie mille. Oss"


Le prestazioni più rilevanti sono state quella di Giulia, 15 anni, che ha vinto contro un'atleta Brasiliana di 25 anni e Sinisa, 18 anni, che ha vinto con un atleta Argentino di 23 anni.
Marco, Mattia, Alessandro e Massimo, anche se non hanno vinto, hanno ricevuto i complimenti da tutti gli atleti e maestri presenti per l'altissimo livello tecnico e per lo spirito che hanno dimostrato di possedere.